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    February 23

    CARLO VERDONE: ZUCCHERO? VASCO E' DI UN ALTRO SPESSORE

    La polemica Zucchero-Vasco si è riaccesa dopo il singolo di Fornaciari, Un kilo, che ha diversi riferimenti nei riguardi del più grande cantautore rock italiano, che purtroppo lo stesso Zucchero si è rimangiato.

    Sarebbe facile, da questo blog, attaccare Zucchero. Diremmo, quasi scontato: i Fratelli di Vasco difendono il fratello maggiore. Facciamolo dire ad una persona che ha avuto a che fare con entrambi: Carlo Verdone.

    Il film in questione è STASERA A CASA DI ALICE.

                                                     

    Non tutti sanno il retroscena. Come molti ricorderanno, la colonna sonora del film fu scritta da Vasco, ma c’è un clamoroso risvolto, che Verdone ha raccontato all’Auditorium di Roma tempo fa. “Una volta fatto il copione di STASERA A CASA DI ALICE – spiega il regista romano – con il cast decidemmo di chiamare Zucchero per la colonna sonora. Lui mi diede appuntamento nel suo mega-villone, arredato in arte povera ma molto grande. Cominciai a parlargli del film, gli feci vedere parte del copione. Ma fu durissima. Ogni 5 minuti riceveva chiamate, lui non le filtrava. Rispondeva davanti a me, che non è educazione, e si metteva a parlare. Mi ricordo che uscii da casa sua dopo 3 ore. Lui mi disse che il film gli piaceva molto e che tempo due settimane avrebbe fatto la colonna sonora. Aspettai 2 mesi. Poi lo lasciai perdere, ma non fu un bel comportamento”.

    A quel punto, Verdone ha pensato a Vasco Rossi. “Si, decisi di chiamare Vasco che aveva pubblicato LIBERI LIBERI e non si faceva che parlare di lui – spiega il comico – Mi diede un appuntamento nel suo ufficio, e ci capimmo subito al volo. Ma prima di iniziare, mi tirò le orecchie: “So che sei stato prima da Zucchero, eh? Che fai vai prima da lui e poi da me?!? Eh, Zucchero, Zucchero..”. Gli spiegai il tutto, ma non ci furono problemi, anzi. Quello era un genere di film che lo appassionava e poi c’era l’incantevole Ornella Muti che era un po’ LA STREGA della situazione.. E così tempo una settimana e GUARDA DOVE VAI divenne la colonna sonora del film. Una canzone secondo me bellissima e diretta ai cuori della gente, come tantissime canzoni di Vasco". 

     Fonte: sito ufficiale di Carlo Verdone

    Ma si che sono io tre uomini diversi..



    Il "Blasco" ricoverato al Pertini? E' giallo

    "La notizia arriva dall'agenzia Dire: Vasco Rossi sarebbe entrato mercoledì nell'ospedale romano. Ma era lui o una persona somigliante? Una degenza o semplici controlli? Nel nosocomio il riserbo è assoluto."


    Il 9 Febbraio 2007 il quotidiano on line della capitale ROMAONE.IT pubblicava questa notizia diffusa dall'agenzia Dire.

    "Roma, 9 febbraio 2007 - Vasco Rossi all'ospedale Pertini? Forse. Per un ricovero o semplicemente per degli accertamenti? Non è dato sapere. La notizia dell'arrivo del rocker modenese al nosocomio romano è stata diffusa ieri sera dall'agenzia di stampa Dire. Ma l'ingresso di Vasco al Pertini potrebbe risalire a mercoledì. Dubitare però è lecito. Ancora stamattina al centralino dell'ospedale rispondono che in realtà non si tratta del musicista ma di una persona a lui molto somigliante. E dall'accettazione non arriva né una conferma né una smentita.

    Raggiunta da RomaOne.it, la caposala del Pronto soccorso invece è tranchant: "Non possiamo dare informazioni a riguardo. Arrivederci". E questa è la risposta dietro cui si trincerano un po' tutti. Sembra però che in corsia non si parli d'altro. E qualcuno sbotta: "Sò due anni che lavoro qui - impreca un'infermiera - e mi sono assentata proprio ieri (due giorni fa, ndr) che c'era Vasco". Secondo la Dire, la star sarebbe arrivata al Pertini "per fare un'ecocardiogramma", come confermerebbero due donne in divisa fra i corridoi. E pare che qualcun altro abbia avuto il tempo di scattare una foto al "Blasco" con il cellulare."

    Fonte: http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=83261&doc=si


    Curioso è che oggi sul sito ufficiale di Vasco viene pubblicata una e-mail inviata da un suo presunto sosia che con molta probabilità è proprio il misterioso paziente oggetto della notizia sopra riportata.

    Da www.vascorossi.net:

    ciao vasco!!!!!!!!!!!!!!!!!!! mi chiamo roberto vivo a roma ho 48 anni e penso di essere l unico vero autentico sosia del blasco nazionale!!!!!!!!!!!!!!!!!!! non sono solo io a riconoscere questa autentica somiglianza ma la gente che incontro ogni giorno, che mi chiede foto e autografi. al punto di mobilitare stampa e vip preoccupati della tua salute per una mia semplice visita in un ospedale romano........... arrivati a questo punto vorrei solo avere la possibilità di incontrarti una volta magari proprio per l occasione del tuo primo concerto a roma il 27 giugno......... ti assicuro che ci sarà da ridere......... ASPETTO UNA RISPOSTA E TI SALUTO....... Roberto.

    "..abbiamo ricevuto questa simpatica mail, l’ha letta Vasco e l’ha così commentata:
    “vedi di non fare troppi autografi al posto mio!”
    ..a buon intenditor..

    Fonte: www.vascorossi.net


    E' lecito pensare che siamo di fronte al solito "personaggio" in cerca di notorietà ed è sconcertante constatare che un "fegato spappolato" possa divenire un modo per tentare la via del successo..

    Il Blasco, però, è stato chiaro con il sosia romano: al massimo potrà concedersi qualche "autografo"..e a Roma di "penne" ce ne sono..

    La polemica Zucchero-Vasco: da Max di Ottobre 2006

    Massimo Poggini ha intervistato Zucchero nell'ultimo numero della nostra rivista. Da qui è nata una sorta di polemica: ecco ora la lettera di Zucchero e la risposta del nostro esperto musicale. Argomento? Vasco Rossi - di Massimo Poggini




    STANCO DI UN MONDO «PIENO DI CATTIVERIA E AGGRESSIVITÀ», ADELMO FORNACIARI TORNA CON UN NUOVO ALBUM, «PIENO DI AMORE E DI SPERANZA». IL TITOLO? FLY, «PERCHÉ VORREI MOLLARE TUTTO E VOLARE VIA…»

    Intervista:
    Fisicamente Zucchero somiglia sempre di più alle sue canzoni. È un sacerdote laico che non si stanca di far sermoni a base di bacco, tabacco & venere. Tra un’Ave Maria e un poropoporoponpompero, parla con semplicità di sé e del mondo in cui vive, perfettamente consapevole di non avere in tasca nessuna verità. E con la canzone Un kilo accende una polemica bonaria con un “amico musicista” di cui non fa il nome (ma non è difficile intuire che si tratta del Blasco, l’indizio principale sono le Lucky Strike):
    «Lui continua a ripetere “io sono rock”, quasi come un mantra; invece io sostengo che non è altro che pop con l’aggiunta di qualche chitarra distorta. Poi dico “il tuo cervello non pesa un chilo”, perché lui è talmente disilluso che non crede più a niente, forse nemmeno a se stesso» ....

    La lettera di Zucchero
    Voglio molto bene e ho molta stima di Vasco ma non al punto di dedicargli una canzone. Quindi voglio fare chiarezza sulle voci che ci sono in giro: che il testo della canzone Un kilo sia riferita al Blasco e soprattutto voglio puntualizzare che in un frammento dell'articolo di Max attualmente in edicola, scritto da Massimo Poggini, le parole che mi sono state messe in bocca non sono mie. Non è nel mio stile e non mi sono mai permesso e mai mi permetterò di parlare così di un collega. Io non sono così, ma sono il mio disco, in armonia con il mondo e in pace con me stesso. - Love Zucchero

    La risposta di Poggini
    La canzone Un kilo NON è dedicata a Vasco. Ne prendo atto. Evidentemente il mio è stato un abbaglio: ho letto gli "indizi" in maniera errata. Ma è un errore compiuto in perfetta buona fede. Lo dimostra il fatto che nel mio articolo ho scritto che quella di Zucchero è "una polemica bonaria con un amico musicista di cui non fa il nome". Comunque non è mia abitudine "mettere in bocca" a chicchessia parole che non dice: le parti riportate nell'articolo tra virgolette sono testuali, lo si può verificare ascoltando la cassetta contenente l'intervista. A questo punto mi dispiace soltanto che una marca di sigarette ne abbia ricavato un sacco di pubblicità gratuita, dalla canzone e da me. E dire che ho smesso di fumare da sei anni. - Massimo Poggini
     
     
     
    ecco il testo della canzone... a voi le considerazioni!
     
    Zucchero - Un kilo
     
    Sei proprio tu
    Che cosa vuoi di piu’
    Il poroporoponponpero
    Che non mi chiami piu’
    E poroporoponponpero
    Che fumi lucky strike
    Che non ti basta mai
    Che non ti basti mai
    E poroporoponponpero
     
    Che dici e’ tutto qua
    Che dici e’ tutto qua
    Che ti han rubato il cielo
    E il poroporoponponpero
    Che ti hanno dato zero
    E zero e’ quel che hai
    E’ tutto quel che hai
    Oh yeah yeah
     
    Il tuo cervello
    Non pesa un chilo
    Da troppo tempo non passa di qua
    Voglio saltar sul treno
    Quando l’amore arriva in citta’
    Arriva in citta’
     
    Sei proprio tu
    Che cosa vuoi di piu’
    il poroporoponponpero
    che cosa voglio io
    il poroporoponponpero
    Che fumo lucky strike
    Che non mi basta mai
    Che non mi basto mai
    Unico in quanto solo
     
    Che dico e’ tutto qua
    Che dico e’ tutto qua
    Che mi han rubato il cielo
    E il poroporoponponpero
    Che dico i giorni miei
    Me li son pianti sai
    E non con gli occhi tuoi
    Oh yeah yeah
     
    Il tuo cervello
    Non pesa un chilo
    Da troppo tempo non passa di qua
    Voglio saltar sul treno
    Quando l’amore arriva in citta’
    Arriva in citta’
    Il tuo cervello
    Non muove il chilo
    Da troppo tempo c’e’ in casa nessuno
    Voglio saltar sul treno
    Quano l’amore arriva in citta’
    Arriva in citta’
     
    Oh sister love don’t put me down
    La lengua e i man ghan semper vint an
    Oh sister love don’t put me down
    I wanna find my woman
     
    Che dici e’ tutto rock
    E invece avanti oh pop
    Oh yeah yeah
     
    Il tuo cervello
    Non pesa un chilo
    Da troppo tempo non passa di qua
    Voglio saltar sul treno
    Quando l’amore arriva in citta’
    Arriva in citta’
    Il tuo cervello
    Non muove il chilo
    Da troppo tempo c’e’ in casa nessuno
    Voglio saltar sul treno
    Quando l’amore arriva in citta’
    Quando l’amore arriva in citta’
    February 22

    C'è di più oltre il triangolo...

    CURIOSITA'!  

    Anno 1984... foto tratta da una rivista periodica che pubblicizzava una linea di stivali..
    e che STIVALI!


    stivali2.jpg

    ALBUM LIVE "VA BENE, VA BENE COSI'"


    PER ORA VA BENE COSI'

    ciao2001-84.jpg

    Proponiamo di seguito un estratto dell' intervista telefonica a Vasco a cura di Francesco De Vitis per la rivista "Ciao 2001" in occasione della presentazione dell'album live "Ve bene, ve bene cosi".


    - Oe! De Vitis sei te?

    - Si, come stai?

    - Bene! insomma..e te hai sempre i capelli corti da punk?

    - No no...capello lungo e riccioli regolamentari, sono all'antica...e tu?

    - Anch'io lunghini. Stavo pensando di farmeli come quello dei Queen, magari mi faccio anche crescere i baffi..che ne dici?

    -Mah! non saprei...

    - Guarda che quello è un figo, no? Cioè è uno che piace molto anche alle ragazzine, hai visto che ha combinato a Sanremo? Sembrava che ci fosse solo lui!

    - Parliamo un pò di quest'album dal vivo, "Va bene, va bene cosi"

    - Era un casino di tempo che volevo fare l'album dal vivo, ne abbiamo parlato tante volte del fatto che l'energia che c'era nei concerti non era facilmente riproponibile in sala d'incisione...In concerto c'è il pubblico che ti dà una carica molto particolare, fortissima, che ti esalta. Poi sentivo anche l'esigenza di recuperare alcune canzoni che magari non tutti conoscono, come "Albachiara," o "Siamo solo noi". Devo dire che i ragazzi sono stati bravissimi...

    - Già, la tua band...

    - So già che mi vuoi dire, che mi accompagnano dal vivo ma non suonano nei dischi...a parte il fatto che non è completamente vero, accade soltanto perchè in sala d'incisione c'è gente che lavora più in fretta ma i ragazzi sono fondamentali, gli arrangiamenti li facciamo insieme, sono loro che inventano le canzioni insieme a me

    - Della nuova canzone che ne dici?

    - Che va bene cosi, nel senso che penso di aver trovato le tre parole normali che possono andare bene anche come slogan...è un lento fondamentale, c'è molta atmosfera.

    - E la collaborazione con gli Stadio? (La faccia delle donne ndr)

    - Niente di particolare, ci conosciamo da una vita, Curreri m'ha fatto sentire la musica, m'ha raccontato la sua idea e io mi sono scritto il testo delle cose che ho cantato.

    - E Valentino?

    - Guarda lì non c'entro niente, non l'ho mai prodotto come ha detto qualcuno anche se lo conosco bene.

    Fonte: Intervista tratta dal settimanale "Ciao2001" del 22 Aprile '84 n.16




    Francesco De Vitis autore dei libri:


    • Official tour program '85 - Fratelli Gallo Editore 1985

    • Bollicine - Fratelli Gallo Editore 1985

    libro-bollicine.jpg

    Prossimamente qualche curiosità sul rapporto Vasco - Elmi proprio in questo periodo

    VASCO, gli U2 e i FRATELLI..

     
     
     
     Fonte: Qui non arrivano gli angeli, di Massimo Cotto, ed. Aliberti, pag. 23-24
     
    DOMANDA: ..forse, nel tuo caso, la tua storia e la tua coerenza ti permettono di sopperire anche a eventuali passi falsi. Tu e la tua gente siete cresciuti insieme., Potrebbe anche succedere che una canzone, un album, piacciano di meno
    degli altri, ma non per questo la stima verrebbe a diminuire. Come dicono i giovani: massimo rispetto.
     
    VASCO: Si, può essere. Credo sia così. E' bella l'idea che a qualcuno piacciano le mie canzoni, ma piaccia pure io per le canzoni che faccio, e quindi mi concedano un margine di errore.
    Però penso che mi perdonerebbero un passo falso, non due.
    Ti faccio l'esempio degli U2.
    Quando comprai ALL THAT YOU CAN'T LEAVE BEHIND pensai forse erano arrivati non alla fine della corsa ma ad una fase di stasi, come capita nella vita.
    Come non bastasse, Bono era finito a cantare da Pavarotti e mi era caduto il mito.
    Poi ho comprato comunque il disco successivo e mi è piaciuto da pazzi. Hanno recuperato.
    Insomma, devi fare attenzione a non commettere troppi errori, perchè uno tira l'altro e quando scivoli verso il basso, poi è dura trovare le forze per tornare su.
    Mi è capitato, a volte, che la gente si sia fidata di me pur senza capire subito quel che facevo.
    Mi seguiva senza fiducia. Eh, è bello.
    E' come avere un FRATELLO.
    Ci sta che faccia delle cazzate, ma rimane sempre mio FRATELLO.
     
    SI, E' PROPRIO COSI'.

    Vasco dixit..1998/1999



    Vasco Rossi:” No, non sarò più un ribelle”

    "A 47 anni impossibile credere ancora nelle rivoluzioni. Vivo per la famiglia. De Andre' , per me piu' importante di Ungaretti. Devo tutto a Fabrizio, Guccini e De Gregori. Mai duetti con Pavarotti: un tenore non puo' darsi al pop. Odio la mania di fine millennio che vuole la gente sempre in forma. Preparo un' uscita in punta di piedi"

    Questo in breve è quanto dichiarò Vasco in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera in occasione della consegna del "Premio Lunezia" come "poeta rock" avvenuta ad Aulla nel Luglio del 1999. Un Vasco a ruota libera che spaziò dalla politica alla musica, passando da temi sociali come la famiglia, attualmente oggetto di discussione nazionale.
    E' sorprendente apprendere che, ad oggi, ancora buona parte del "popolo di Vasco" rimanga incredulo di fronte alle dichiarazioni del Blasco rilasciate in una recente intervista a Polizia Moderna.
    Un radicale mutamento, iniziato da tempo, dimostrazione di una maturità acquisita non solo musicalmente, ma soprattutto in campo sociale.
    E' un Vasco che apre al concetto di comunità, al saper vivere insieme nel rispetto di una convivenza cosmopolita e fondata su regole che necessariamente devono esserci, individuando lo Stato come garante della sicurezza.

    "Mi sembra che la tolleranza sia comunque la prima cosa che vuoi far arrivare ai tuoi fans...
    Lo spero, perché per me è una delle grandi priorità, ormai le chiamo così. La prima sono io, poi i miei, poi noi, poi tutti. A quel punto cominci a capire il concetto di una famiglia e il suo perché, cominci a capire che la famiglia sei tu che hai un padre, hai un figlio. Io ora faccio il padre e dico a mio figlio cosa deve fare fino a quando non sarà lui a decidere da solo. Intanto fa quello che gli dico io, altrimenti è un casino.... servono delle regole, perché la libertà non è libertà e basta, ma va comunque concepita all’interno di una regola. la libertà più ampia possibile, ma all’interno di una regola, altrimenti non sei libero sei matto.... Ok alla rivoluzione, però la comunità è importante! Ho imparato che ci sono le tasse 10 anni fa perché prima non me l’aveva mai spiegato nessuno. All’inizio mi sono incazzato come una bestia, poi ho capito, e capisci che le tasse le paghi perché sei in una comunità.... poi puoi pretendere servizi migliori e tutto quello che vuoi, ma prima devi pagare le tasse, non è che sei un furbo se non le paghi, capisci? E’ un dovere nella comunità, che va rispettato."

    Rimane comunque una componente individualista in lui, l'esaltazione di un aspetto che anche una parte della destra tentò di sostenere.
    In una puntata della rubrica "sei un mito" che il giornalista-scrittore Filippo Rossi tiene sul Secolo d'Italia, si analizza proprio questo aspetto tentando di sostenere una tesi mirante alla presenza di una vena nietzschiana nei suoi testi.
    "L'uomo delle sue canzoni guarda sempre sé stesso, il senso della sua miserabile eppure irripetibile esistenza, la forza del suo amore più sensuale, il ricordo del suo pianto più disperato, il sorriso della sua anima. L'uomo cantato da Vasco Rossi è quello che vuole prima di tutto la libertà di una vita spericolata per poi poter scegliere comunque l'amore nascosto nel suo cuore. Di destra o di sinistra? Dalla parte di chi difende l'individuo, la libertà, il progresso, la velocità, il mondo sensibile, l'amore, il peccato, il pentimento, la noia occidentale, la nausea post-moderna, la civiltà del nostro che è, fino ad ora, il migliore dei mondi possibili."

    In un' intervista rilasciata a "rockol" in occasione della presentazione dell'album Canzoni per me Vasco esalta proprio una componente fondamentale dell'individualismo:"Sul Blasco, la tua fanzine, qualche anno fa avevi lanciato una provocazione scrivendo "voglio morire in un incidente stradale"....
    Sì. Avevo visto morire il mio manager in un anno per un tumore. Lo sapevamo tutti, compreso lui, che sarebbe successo. E’ stato terribile, così quello che provavo l’ho scritto dentro a "Gli angeli", e poi ho scritto quella cosa lì. Perché per me la libertà viene prima dell’uguaglianza.... in questo senso non concordo con il comunista Bertinottiano, per me si può essere uguali solo dopo...."

    Non è il caso di stupirci quindi se il Dott. Rossi Vasco è un uomo che dà valore alla vita, un uomo capace di riconoscere nella famiglia, nello stato e nella tolleranza valori che inevitabilmente si fondono in un concetto di vita comunitaria capace di sostenere anche quell'individualismo che richiama ad una profonda esigenza di libertà.

    Fonti:
    Intervista del 18 Luglio 1999 - Corriere della Sera
    Intervista del 13 Maggio 1998 - rockol.it
    Rubrica "Sei un mito" articolo "Blasco, uno dei nostri" Filippo Rossi - Secolo d 'Italia
    February 21

    ..un gran bel film..STEVE MCQUEEN!

     
    ..Il passaggio dalla Vita Spericolata a quella di oggi è stato breve, ma il passato non si dimentica..quindi da questa foto segnaletica di Steve Mcqueen vogliamo ripartire, a prescindere da chi fa la vita spericolata.
    La fanno tutti, chi più chi meno.
    La continui a fare anche te, salendo ancora una volta sul palco, mettendo in gioco la tua musica, la tua credibilità, i tuoi stimoli.
    E' facile dire che lo fai per soldi.
    Ma non è così.
    Vogliamo pensare che hai voglia di far battere i cuori della gente che ti seguirà in diverse date. Vogliamo darti le soddisfazioni che meriti, per quello che hai dato e continui a dare. Per quelle canzoni, semplici e dirette, che sono entrate nella nostra vita e rimarrano per sempre.
    Ognuno ha la sua.
    E ognuno fa la vita che vuole, spericolata o no, giusta o sbagliata. Certo unica.
    E poi lo dicevi pure a Giulia: "...viviti la vita che vuoi..certo, certo che puoi!"
     
     
    February 20

    Non dalla polizia...ma da Edwige la zia...

     
    ...la vita spericolata la fanno i poliziotti?...mah....la vita spericolata forse la fanno i tuoi fans...che dormono alle stazioni di tutta italia, che stanno svegli 48 ore di fila, che rimangono in una gabbia per 10 ore, che simulano malattie al lavoro, che si sputtanano soldi e ferie, che si vedono togliere i tappi delle bottiglie all'ingresso dei concerti...i poliziotti fanno solo il loro il lavoro e sono pagati per farlo...a noi per seguirti non ci paga nessuno...anzi di soldi ne spendiamo e pure parecchi...e solo per rincorrere una passione forte sopportando a volte di essere trattati come animali...la stazione di udine ne è una testimonianza...la prossima volta caro fratello maggiore...pensa prima ai tuoi fratelli e magari ad edwige la zia...ma non alla polizia!!! 

    LOS ANGELES..RICOMINCIAMO

     
     
     
     
    Sempre da qua si riparte, da diversi anni ormai.
    Da LOS ANGELES. Nessun'altra città si autocelebra con tanto compiacimento. Film, televisione, riviste patinate.
    E' qui che si fabbrica il sogno americano e guai a parlare di New York da queste parti.
    Ma per vivere da rockstar, Los Angeles è il posto giusto.
    E Vasco lo sa.
    E' li che rielabora quello che è scritto in un diario di bordo. E' li che torna a casa con un nuovo album, qualcosa di nuovo da dire e che da modo a noi, ancora una volta, di sognare, sfogare la nostra emozione e rinascere in un nuovo tour.
    Los Angeles è la vera data zero, cominciamo ad amare questa metropoli e un giorno ci andremo, magari tutti insieme. Chissà quante idee passano per la testa di una cantautore rock che ormai ha detto tutto quello che c'era da dire e ne va fiero. Quanta stanchezza e quanta voglia di tornare sul palco. Ancora e ancora.
    Stavolta tornerai con una collezione di singoli da scaricare uno per volta. E ricomincerai da dove avevi finito. Dagli stadi strapieni come sempre. Con altre prove, altre scalette da scrivere, altre lacrime, altri anni alle spalle per tutti, dal Gallo a Solieri, passando per i tuoi Fratelli, che ti amano più di allora.
    E rivedrai tanta gente che ritorna ad un tuo concerto e si ricorda il primo, e magari te lo dice.
    E ti verrà un pò di malinconia a sapere che gli anni passano, ma anche la fierezza di sapere che hai dato davvero tanto a tutti noi, raccogliendo generazioni diverse.
    E lo show non è finito. Basta poco per rivivere tutto questo. E anche a Los Angeles lo sanno...
    February 19

    PICCOLO SPAZIO PUBBLICITA'..Antoine!

     
     
     
    ....Apriamo il PICCOLO SPAZIO PUBBLICITA',
    uno spazio in cui sponsorizzeremo i siti VASCOMANI più belli che girano in rete...
     
    si parte dal sito di Antoine di Amsterdam:
     
     
    a dir poco fantastico...dettagliatissimo su tutti i tour di Vasco, in particolare quelli europei di cui si è sempre (purtroppo) saputo ben poco...
     
     
     
    ....Complimenti ad Antoine!
     
     

    CUORE E PASSIONE, SIMONE UNO DI NOI!

    Simone debutta al Festival di Sanremo 2004 con E' STATO TANTO TEMPO FA conquistando il 12° posto della classifica. Si e' trovato, da debuttante assoluto, su un palco davvero grande in gara con tanti nomi gia' affermati della musica italiana e ha subito catturato l'attenzione di milioni di spettatori.

    La sua musica diretta e immediata, la sua voce moderna e al tempo stesso melodica, lo hanno fin da subito fatto amare dal pubblico, che da marzo 2004 non ha mai smesso di seguirlo.

    Simone è stato l'unico esordiente che dopo Sanremo 2004, forte della sua presenza in tutte le classifiche radiofoniche, ha partecipato a tre appuntamenti del Festivalbar 2004, raccogliendo grandi consensi anche nella serata finale all'Arena di Verona.

    Sono stati davvero tanti nel corso del 2004 i programmi televisivi a cui ha partecipato (Festivalbar, Verissimo, Le Iene, Gocce d'Argento, Telethon) e gli eventi in cui si è esibito on stage (Tour Vodafone, Deejaysquare, Motorshow, , Smau, Tim Tour– dove è stato premiato come rivelazione 2004 dal magazine Ragazza Moderna).

    Il pubblico e la stampa hanno avuto l'occasione di seguirlo anche in tutte le date del BUONI O CATTIVI TOUR 2004: Simone ha aperto tutti i concerti del tour di Vasco Rossi e da Roma a Catanzaro è stato un crescendo di emozioni con il pubblico che sapeva a memoria le sue canzoni. 

      

    L' uscita del primo album GIORNI (molto ben piazzato nelle classifiche di vendita ) da il via al GIORNI TOUR.

    IL MONDO CHE NON C'E', presentato da SIMONE in tour in tutta la penisola,è stato uno dei brani più ascoltati dell'estate 2004.

    Nel mese di settembre Simone ha avuto l'onore di essere scelto per cantare in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico, alla presenza del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.

    2005: Tra la fine del 2004 e i primissimi mesi del 2005 Simone ultima, negli studi della Bollicine, la registrazione del suo secondo Album “BUON VIAGGIO” e porta a conclusione, con le ultime date, il suo “GIORNI TOUR”. A marzo Simone accetta l'invito di Simona Ventura e partecipa alla seconda edizione di Music Farm, il reality music show, trasmesso su Rai 2, in cui 11 cantanti famosi si sono sfidati in una gara canora ad esclusione. Simone si classifica terzo.

    Il 27 Maggio “BUON VIAGGIO” esce in tutti i negozi di dischi e il 28 Maggio, da Zocca (Mo) parte il “BUON VIAGGIO TOUR” , che vedrà Simone e la sua band in diverse città di tutta Italia. Contemporaneamente apre ancora una volta i concerti di Vasco Rossi in tutte le date del “BUONI O CATTIVI TOUR 2005” da Grado a Udine passando per l' Heineken Jamin Festival, partecipa a due tappe del Festivalbar 2005, al Tim Tour 2005 e a molteplici eventi organizzati dai principali network radiofonici. Ma la sua voglia di fare musica non si esaurisce e lo vede on the road con la sua band per suonare nei club.

    Il 20 Ottobre registra il TUTTO ESAURITO all'Alcatraz di Milano in un concerto che ha voluto essere una grande festa per tutti i fan che lo hanno seguito sin dal suo debutto sul palco di Sanremo. 2006: L' evento dell'Alcatraz viene immortalato in un DVD “SIMONE LIVE 05 ALCATRAZ MILANO” registrato durante la serata.

    Il DVD, in vendita da marzo, si è subito posizionato nei primi posti delle classifiche di vendita. A Maggio, sotto la produzione artistica ed arrangiamenti del Maestro Vince Tempera, pubblica il suo terzo Album, SESSO GIOIA ROCK ‘N ROLL ( Makno Music /Bollicine/Deltadischi).

    E l'avventura…continua WWW.SIMONEWEB.IT

     

    February 18

    VASCO TOUR, LAVORI IN CORSO...

     
    "ed il tempo intanto..crea eroi...
    mentre il sole brucia ancora, per i cazzi suoi..."
     
    In effetti l'aggancio con Basta Poco c'è... (il mondo rotolava anche allora...)
     
    ..Vasco ci sta pensando e in aereo, destinazione Los Angeles,
    avrà tempo per pensare..verificare..eventuali "coincidenze"..
     
    Ora c'è un ROCK N'ROLL SHOW da presentare in USA..
    Ci sono 3 pezzi nuovi da registrare...
    Ma al ritorno, si scriverà nero su bianco: 27 pezzi, ne uno in più ne uno in meno, bis compresi...
     
    In fin dei conti, le logiche del tour sono sempre le stesse..
    non è cambiato molto da allora e ne sa qualcosa il Vasari del Rock, il grande Guido Harari, a cui Vasco scrisse:
     
    "psssssst..
    finchè la buona stella brilla..
    siamo seduti al tavolo rotondo...
    e beviamo fino a che è quadrato!
    Vasco Rossi, il Blasco"
    February 17

    ROBERTO CHIODI: I FRATELLI DI VASCO? ROCK PURO

     
     
     
     
    "Se la Steve facesse un tour, dovremmo portarci dietro i Fratelli di Vasco": così Roberto Chiodi, la nuova voce della nuova Steve Rogers Band, dice la sua dopo le "poche" date che la band ha fatto, tra Imola e Zocca, passando per Milano e soprattutto Roma.
    Come conferma il giovane cantante emiliano: "Quando siamo saliti sul palco ci siamo trovati di fronte questi animali..il Gallo mi ha detto: fai come Vasco, aggrediscili. Sennò questi salgono su e ci smontano come alle prove di Pieve di Cento. Alla fine per calmarli ci ha pensato lo stesso Gallo, che ha fatto GLI SPARI SOPRA anche se non era previsto in scaletta. Infatti Solieri non voleva, ma è stato tutto molto..rock!".
    Ora Chiodi ha capito cosa significa per Vasco cantare davanti ai suoi Fratelli.
    Svelato, quindi, il mistero della doppia data romana, 27 e 28 giugno: A Milano quantità, a Roma qualità.
    February 16

    PROVE TOUR, VASCO: TORNO AL FRONTE..AL FRONTE DEL PALCO!

    "prova..ecco..metti..metti Muoviti come inizio..sentiamo come sta?"
     
    Prima di partire per LOS ANGELES, dove presenterà E 'SOLO UN ROCK N'ROLL SHOW al teatro cinese di Hollywood,
    il prossimo 23 febbraio, Vasco sta già iniziando un'anteprima di scaletta. Località top secret.
     
    Siamo andati a scoprire qualche dettaglio e a quanto pare, Vasco torna al fronte del palc (come nella foto) ...e lo fa con i suoi Fratelli.
     
     
    "Per ora non possiamo dire niente - dice il simbolo del gruppo, Blasketto - certo è che ci siamo resi conto che diversi pezzi dell'89 (album Liberi Liberi, ndr) sono ancora molto attuali...vedremo".
     
    Gli fa eco l'ufficio stampa del gruppo, Marco: "In questo tour potremmo lavorare su diversi pezzi, non siamo vincolati da 8-9 canzoni da promuovere, ma solo 3 o 4. Io spingo molto per Susanna, ma Vasco è restìo sul passato remoto...cmq ci sarà da divertirsi, come al solito".
     
    E sul batterista? Taglia corto il fondatore del gruppo, Daniel: "Gli americani danno un sound nuovo, non possiamo restare troppo sul revival, bastano il Gallo e Solieri. Sarebbe bello riavere Tedeschi e anche Leoncini, con gli ultimi live della Steve, non è niente male".
     
    Vasco imbraccia la chitarra e fa: "ed il tempo intanto, crea eroi....". La farai? "Mai dire mai...però se ci pensi, il sole brucia sempre per i cazzi suoi...cioè, capito?!? E forse, forse nevica....ho pure l'aggancio per BASTA POCO!"
     
    Va a finire che lo rivedremo così........      
     

    VASCO-ELMI? AI FERRI CORTI...

    Pubblichiamo l'ultima domanda di un intervista rilasciata da GUIDO ELMI, the Producer, al quotidiano IL MERIDIANO...
     
    E con Vasco Rossi, la collaborazione continua?

    «Sto preparando la preproduzione del disco nuovo, abbiamo scritto con Tullio Ferro due o tre pezzi. Quindi io con Vasco ci sono. Abbiamo un ottimo rapporto, l’ho visto proprio ieri. Questa mia iniziativa non gli toglie niente, anzi lo arricchisce. Sapere che il suo produttore sta facendo qualcosa per i ragazzi, che gli danno nuova linfa e che gli fanno conoscere altri aspetti che vanno al di fuori dello stretto giro della sala di incisione, avendo a fianco una persona più stimolata, credo che faccia bene anche alla sua musica. Per il momento, quindi, va avanti senza problemi».
           
     
    ..probabile rottura con Vasco...e forse inevitabile...
    il fatto che stia producendo qualcosa di nuovo, significa che si sta preparando la strada senza VASCO..
    e conoscendo il rocker, sicuramente ci sarà rimasto un pò male..
    il che è un bene a livello di stimoli e nuovi e rabbia da scaricare sul palco...
     
    ma in fin dei conti, sia chiaro,
    VASCO NON DEVE NIENTE A NESSUNO.

    Ticket One...VERGOGNA!

    Assurdo.
    Gestire i biglietti di decine di tour, date su date, artisti e gruppi, tutto in un unico sito è semplicemente ridicolo.
    Che si bloccasse svariate volte era poco ma sicuro.
    Così ci vuole la pazienza di Daniel per poter avere i prati di Roma Milano e Ancona..
    e la tribuna di Roma, per la seconda data..una data incredibile..FRATELLI E GENITORI tutti insieme...
    ora manca solo la seconda data di Milano, poi siamo a posto...
     
    a quel punto i FRATELLI ripreparano Vessilli e Magliette...
     
    e si riparte da dove eramo rimasti..dal backstage di Udine e dalle nostre lacrime per il tour BUONI O CATTIVI stravissuto e straviziato..
    15 date su 24 ci siamo fatti...una più emozionante dell'altra...
     
    chiamatelo BASTA POCO TOUR o TOUR 2007 a noi ce ne frega ben poco...
    l'importante è che il palco si illumini e il Fratello Vasco salga su..
     
    in fin dei conti..
    "QUESTO E' UN TRENO CHE NON PASSA CHE NON PASSA PIUUUU..."
     
    February 15

    VASCO: LA POLIZIA FA UNA VITA SPERICOLATA..

    Dal sito di POLIZIA MODERNA pubblichiamo l'intervista fatta a Vasco...
    ...in cui loda la Vita Spericolata dei poliziotti...
    La tua vita spericolata ti ha portato in passato ad avere qualche “incontro ravvicinato” con la divisa. Come è cambiato oggi il tuo rapporto con la polizia e in generale con le forze dell’ordine?
    Beh, veramente quella del poliziotto è una vita spericolata... Mi dispiace che spesso il messaggio di quella canzone (uscita nel 1983, ndr) sia stato travisato e strumentalizzato per sostenere che inneggiavo al non rispetto delle regole e quant’altro. Allora avevo 31 anni e desideravo una vita spericolata nel senso di non ordinaria, non piatta o fatta di sole certezze. Ma chi del resto quando è giovane non sogna di fare esperienze emozionanti e straordinarie? Problemi con la giustizia li ho avuti e sono noti. Ma ora ho un rapporto splendido con i poliziotti. Adesso se mi fermano è per chiedermi un autografo. Certo qualche multa dalla Stradale l’ho presa, ma neanche tante e solo una per eccesso di velocità di 5 km/h rispetto al limite, per cui niente decurtazione di punti dalla patente. Del resto viaggio in automobile molto meno di prima.
    La passione per la moto è rimasta però inalterata. Con il tuo team hai vinto anche un titolo mondiale nella classe 250: è possibile amare il brivido della velocità senza rinunciare alla sicurezza o meglio c’è bisogno di andare al massimo per divertirsi?
    Il concetto giusto è la velocità non sulla strada ma in pista dove ci sono tante garanzie. Adoro veder correre il mio team e soprattutto seguire Valentino Rossi. Il motociclismo è uno sport che ti lascia con il fiato sospeso fino all’ultimo. Lo trovo più spettacolare della Formula 1. Io però in pista non corro, mi diverto con la mia moto su strada senza bisogno di spingere sull’acceleratore, perché già di per sé la moto è bella, è sinonimo di libertà, poche cose da portarti dietro, il piacere indescrivibile di partire senza na meta. Soffro un po’ il casco...
    Ma come! Casco fa pure rima con Vasco!
    Sì certo, ma vuoi mettere il vento nei capelli... Comunque la sicurezza dovrebbe essere garantita anche dallo Stato per ciò che riguarda l’affidabilità delle infrastrutture, la manutenzione delle strade, le informazioni sulla nebbia.
    Da sex-symbol del rock&roll alle iniziative benefiche a favore dell’infanzia, come quella del calendario fatto con i bambini di San Giovanni a Napoli. Quanto ha inciso in questo cambiamento d’immagine l’essere diventato padre?
    Non ero così cattivo allora e non sono così buono adesso. Non mi sono mai proposto come sex-symbol (è uno scoppiettare divertentissimo di “s” romagnole, ndr), semmai è il palco che rende sexy (adesso è lui a sorridere schernendosi, ndr). L’amicizia con i bambini di San Giovanni risale a tre anni fa quando li ho fatti salire sul palco ed esibire prima di un mio concerto. Sono stati bravissimi e tranquilli davanti al mio pubblico che è un pubblico forte. Così li ho adottati, gli mando qualche aiuto e quando mi hanno chiesto di sostenere il calendario l’ho fatto molto volentieri. Sia perché è importante far vedere che a Napoli ci sono realtà positive da incoraggiare, sia perché è giusto ridare un po’ di quello che ricevi. Essere padri cambia radicalmente il punto di vista, non sei più tu il centro dell’universo ma tuo figlio. Io sto imparando molto dal più piccolo. Per esempio l’educazione in casa.
    Oltre vent’anni di canzoni, dischi e concerti. Un successo che unisce generazioni diverse. Come riesci a catturare ancora oggi un pubblico di giovanissimi, nonostante i ragazzi di adesso siano molto diversi dai coetanei a cui si rivolgeva il venticinquenne Blasco?
    È un mistero anche per me. Probabilmente mi guida l’istinto: io scrivo ciò che penso e che sento. Poi c’è da dire una cosa: i giovani sono molto cambiati magari esteticamente o per i miti di riferimento, ma non cambia mai la fase giovanile nella quale tutti passano. Le mie canzoni fotografano delle fasi che attraversiamo tutti prima o poi nella nostra vita. In Siamo solo noi (1981, ndr), se hai 16 anni ti riconosci sempre in qualsiasi epoca ti trovi. È il momento in cui siamo solo noi ad andare a letto la mattina, che siamo sempre quelli che sbagliano, che vengono criticati dai genitori. Sono sensazioni di un adolescente degli anni Ottanta come di uno del Duemila. Il miracolo più grande è che anche adesso che invece di cantare siamo solo noi, canto siamo soli, cioè canto la stagione sentimentale ed emotiva dei miei cinquant’anni, ai giovani piace ugualmente. Evidentemente apprezzano il fatto che qualcuno gli racconti come è duro andare avanti.
    Del resto il tuo rapporto privilegiato con i giovani continua e si rafforza con i concerti.
    Dopo il concerto io li vorrei incontrare tutti, conoscerli uno per uno, davvero. Non riesco ad andar via appena finito di esibirmi, rimango lì nei camerini e cerco di incontrare quelli che posso, sento il bisogno di parlare con loro. È un’energia incredibile stare con uno giovane: non solo ti insegna il suo modo d’essere ma è una fonte di ispirazione. Quelli che vogliono entrare nel mondo della musica cerco di aiutarli, promuovendoli in radio.
    Quanto costa vivere controcorrente pur essendo una rockstar?
    Non mi sento protetto dal fatto di essere un personaggio famoso. Quando arrivano le frecciate mi brucia sempre, mi feriscono le bastonate dei critici e dei censori. Non mi comporto apposta controcorrente, è che la mia visione delle cose di solito non coincide con quella della massa. Quindi sono inevitabilmente, naturalmente, fuori dal coro. È una questione di coerenza con se stessi.
    Si può essere provocautore – una definizione che tu stesso ti sei dato all’inizio della carriera – in un’epoca in cui tutto è (quasi) lecito?
    La provocazione artistica è un modo per tenere sveglie le coscienze, in primo luogo la mia, che sono spesso sonnolente. Comunque c’è sempre bisogno di questo, c’è sempre qualche tabù o divieto da abbattere. La provocazione non finirà mai perché è necessario andare oltre le vecchie abitudini e tradizioni. Non significa scadere nel permissivismo totale ma combattere alcuni modi d’essere non più consoni all’evoluzione della realtà. Cambiare è vitale. Dobbiamo sforzarci di farlo. Anche quando canto “faccio la tal cosa o la tal altra” non significa che incito gli altri a imitarmi, a volte anzi è un modo di dire “forse sto facendo una cretinata, riflettiamoci sopra”.
    Il tuo nuovo singolo Basta poco è uscito il 19 gennaio, unicamente scaricabile dal Web o ascoltabile in radio. Perché questa scelta?
    Lo volevo fare sentire subito – ci tengo a dire che è un umile omaggio al grande Iannacci – e sganciarmi dalle logiche commerciali discografiche. Insomma volevo fare “una sorpresa” al pubblico. Naturalmente anche questa è una provocazione, una mia risposta personale rispetto alle sterili polemiche sullo scaricare brani da Internet e sul costo dei cd. Secondo me si può far quello che si vuole con la musica. Tanto è risaputo che i musicisti vivono grazie ai concerti.
    Hai già messo in cantiere un nuovo album?
    Il mio album arriverà, ma forse uscirà qualche altro singolo prima. Chissà... sarà anche quella una sorpresa. Adesso come adesso sento importante il piacere che si riceve da una sorpresa, forse perché alla mia età è sempre più difficile sorprendersi. Il mio riferimento è la definizione di stupore che cantava Francesco De Gregori in una sua canzone. Bisogna mantenere quella freschezza, quella capacità di meravigliarsi che ti motiva, altrimenti la vita si scolora.
    Febbraio è il mese del Festival di Sanremo, secondo te questa manifestazione ha ancora senso come trampolino di lancio degli esordienti nel mondo della musica?
    Senz’altro, per me è ancora una delle poche. Forrse l’unica, nella quale se tu hai una buona canzone e del talento hai possibilità di riuscire. Perché Sanremo lo guardano tutti. Io ho cominciato ad avere successo solo dopo essere stato al Festival, prima per tre anni ho inciso e suonato nei concerti ma ero noto solo in Emilia Romagna.
    Il cittadino Vasco cosa chiederebbe alla polizia?
    Professionalità, serietà, e rispetto. Con affetto. Anche questo fa rima, come casco con Vasco...
     
    alibi alibi alibi oooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhh....alibiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
     
    February 14

    Biglietti...

    On THE ROAD...
     
    On Ticket One On line...
    che disorganizzazione!!!!
     
    Tra connessioni e stampate su carte riciclate,
    siamo riusciti a prendere i biglietti prato di MILANO, ROMA e ANCONA...
     
    e ci si prepara al BASTA POCO TOUR 2007..compresa la DATA ZERO..molto grata...a noi e alle gradesi...
     
    e ci sarà da divertirsi la sotto..come sempre poi..
    chissà se certa gente avrà il coraggio di guardarci in faccia...noi ce ne freghiamo del resto...facciamo colazione con un toast..spesso...
     
    cogliamo l'occasione per salutare IL DIEGO, CESARE di BOLOGNA e MATTO PER IL BLASCO...
    gente di mentalità come Noi...
     
    "e intanto il mondo rotolaaaaaaa.
    e il mare sempre luccicaaaaaaa...
    domani è già domenicaaaaaaaa..
    e forse, forse...nevicaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!"
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    February 13

    BASTA POCO...TOUR 2007

    Basta Poco..
    e i Fratelli di Vasco si ritroveranno ancora una volta sotto il palco..
    uniti più che mai..
    esaltati come sempre..
    più forti di ogni ipocrisia che gira intorno ai presunti siti che parlano, anzi straparlano, del nostro Vasco...
     
    VASCO SI AMA E BASTA. A NOI BASTA POCO...